Francesca Schinzani e Gabriele Leo

09/09/2026 — 31/01/2027

Fellowship

Cavàna (assemblaggio di tracce, pratiche e immaginari della laguna) prende forma da studi e fascinazioni convergenti di Francesca Schinzani e Gabriele Leo rivolti alla performatività degli immaginari territoriali. Alle pratiche artistiche situate come dispositivi attraverso cui prefigurare futuri possibili. All’emersione di atmosfere che, opponendosi alle traiettorie lineari del disincantamento, generano nuovi legami affettivi con i luoghi.  

La ricerca curatoriale metterà in dialogo artistə di base a Venezia e studiosə di diverse discipline che lavorano su narrazioni contro-egemoniche e immaginari territoriali. Attivati attraverso lecture, assemblee, workshop e attraversamenti, gli spazi di Scuola Piccola Zattere funzioneranno come una sorta di “incubatore” atmosferico di pratiche artistiche, all’interno del quale sperimentare nuove forme di re-incantamento lagunare.

Costruzione effimera e anfibia, frutto di un processo situato che si costituisce nel suo farsi collettivo, la cavana (termine dialettale veneziano per capanna) sarà interpretata come metodologia – plurale, mai predeterminata – e come simbolo-guida attorno a cui assemblare le ricerche del gruppo.

Francesca Schinzani è curatrice e ricercatrice indipendente. Dopo una formazione nell'ambito dei performance studies, sta attualmente conseguendo un Master di II livello in Environmental Humanities presso l’Università degli Studi Roma Tre. Nel 2025 è stata selezionata per CAMPO – Corso di pratiche curatoriali, organizzato dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Nel 2024 è stata Writer in Residence alla Biennale di Venezia. La sua ricerca si concentra sulle strategie performative per interrogare criticamente i modelli istituzionali in situazioni di crisi. Ha scritto per riviste accademiche e collabora assiduamente con magazine d’arte, tra cui Flash Art e NERO Magazine. Inoltre fa parte di Salgemma Project, una piattaforma di ricerca multidisciplinare attiva in Puglia.

Gabriele Leo è curatore, ricercatore e urban practitioner. La sua pratica si colloca all’intersezione tra arte e urbanistica, e indaga il potenziale ruolo delle pratiche di live art nei processi di re-immaginazione collettiva, con particolare attenzione ai contesti di crisi. Ha partecipato a diverse residenze di ricerca in istituzioni artistiche tra cui Pact Zollverein e Fondazione Pistoletto. È cofondatore di Post Disaster, un collettivo interdisciplinare la cui pratica comprende azioni spaziali, performative e curatoriali. Il loro lavoro è stato presentato presso piattaforme indipendenti e istituzioni culturali come Museion Bolzano, Triennale Milano, Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2023 sono stati invitati tra i 9 collettivi di architetti in mostra al Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2024 sono stati invited artists alla Malta Art Biennale.