07/05/2026, 18.00
Opening
Nikima Jagudajev, Rachel Youn

08/05 — 18/10/2026
Unruly Vessel
Rachel Youn
08/05 — 18/10/2026
Mostra
Unruly Vessel è la mostra personale che conclude la residenza di ricerca e produzione di Rachel Youn a Scuola Piccola Zattere e riunisce nuove opere sviluppate a Venezia insieme a lavori recenti.
Youn lavora con scultura cinetica e installazione, combinando dispositivi per il benessere — come massaggiatori elettrici, sedie a dondolo e attrezzi da ginnastica — con piante artificiali. Attraverso il movimento ripetitivo e gesti simili a rituali, le sue opere riflettono su comportamenti individuali e collettivi radicati nella vita contemporanea.
L’artista riutilizza prodotti per il benessere di seconda mano caduti in disuso a causa di guasti o obsolescenza. Un tempo progettati per migliorare il corpo, questi oggetti incarnano ora il fallimento. Youn li riattiva reindirizzando il loro movimento meccanico su piante sintetiche, creando figure ibride e assurde che oscillano tra erotismo e disagio, piacere e dolore. Intrappolate in un movimento continuo, queste forme suggeriscono una ricerca inquieta di appagamento che sfiora l’autodistruzione, suscitando al contempo empatia e inquietudine.
In questa mostra, Youn esplora l’intersezione tra rituale religioso, immaginario spaziale e sistemi di controllo — riecheggiando dinamiche storiche legate a Venezia. Le nuove opere si ispirano a pratiche liturgiche cristiane come la Domenica delle Palme e il battesimo, insieme a tradizioni di disciplina e punizione del corpo.
Durante la residenza, Youn ha indagato dispositivi progettati per regolare il corpo, ricostruendo come istituzioni quali il sistema sanitario e quello penale abbiano imposto il movimento sia come forza produttiva sia come strumento coercitivo. Queste storie risuonano con le culture contemporanee del benessere e dell’auto-ottimizzazione.
Al centro della mostra si trova una grande installazione ispirata ai banchi dei vogatori. Richiamando l’immagine della “nave dei folli”, storicamente associata a Venezia, Youn anima lunghi rami di palma come fossero remi attraverso dispositivi meccanici per l’esercizio fisico. Il movimento risultante evoca un continuum tra lavoro forzato e rituale, punizione e cura, terapia e follia.