Crossings

Caterina Rossato

01/07/2026, 11.00 — 19.00

Gioco

Macerato
CROSSINGS
CATERINA ROSSATO
Durante tutta la giornata | Arena

Crossings è un intervento sul pavimento dello spazio espositivo, che lo trasforma da mero luogo di passaggio a supporto attivo per un dispositivo semiotico, capace di sospendere e fondere più registri conoscitivi. Esso si situa in un'area di potenziale espressivo compresa tra la pianta architettonica (come rigido contenitore fisico), la mappa mentale (come rete fluida di associazioni), l’esploso di un palazzo della memoria (come stratificazione di immagini e luoghi da ricordare) e la pagina di un taccuino di appunti (come traccia frammentaria, soggettiva e processuale). Camminare diventa così un atto interpretativo. Lə visitatorə, attraversando lo spazio, non si limita a spostarsi da un punto all’altro: attiva progressivamente un percorso di consapevolezza a più livelli. Il primo livello è percettivo-corporeo (il passo che incontra segni, soglie, interruzioni o continuità materiche). Il secondo è cognitivo-mnestico (ogni elemento pavimentale può innescare un ricordo, una relazione, un appunto visivo). Il terzo è riflessivo e meta-spaziale (la consapevolezza che lo spazio stesso è una costruzione mentale, e che il pavimento ne è il diagramma vivente). L’opera invita dunque a una deriva lenta e partecipata, dove guardare in basso non è un gesto secondario, ma la chiave per orientarsi in un labirinto di significati – tra dentro e fuori, tra progetto e ricordo, tra ordine geometrico e pensiero in divenire.

Immagine: Emma Willard, Temple of Time, 1846

PRATICHE DI RELAZIONE, PROBLEMI DI CLASSIFICAZIONE
TEAM DI MEDIAZIONE CULTURALE (Moa Ferreira, Valentina Holguin, Elena Teresa Martini, Gianna Rubini, Aurora Sotgiu, Alyssa Sumague)

Chi sono lə mediatorə culturali?
Spesso la risposta sfugge ad una formulazione: non è una guida, non è un insegnante, non è un custode. Eppure, questa figura si trova costantemente tra le cose: tra le opere e i visitatori, tra le istituzioni e i loro pubblici, tra il sapere e l'esperienza. Per tutta la durata del simposio, i mediatori culturali di Scuola Piccola Zattere, in dialogo con il contributo di Caterina Rossato, attiveranno una presenza diffusa che assume questa indeterminatezza come metodo di lavoro. Attraverso il loro contributo interrogheranno la mediazione non come trasmissione di contenuti, ma come costruzione di relazioni e possibilità di incontro.

CATERINA ROSSATO

Caterina Rossato (1980, Lecco, IT) vive e lavora tra Bassano del Grappa e Venezia. Le sue ultime ricerche nascono da un processo sistematico di catalogazione del reale – un luogo, una storia, una relazione – che porta alla costruzione di un archivio fatto di immagini. Questo viene restituito sotto forma di immagini assolute, che lo contengono interamente e lo riconfigurano attraverso una serie potenzialmente infinita di variabili. Segnaposti effimeri: si affermano e subito si disperdono, in un processo che affida allo sguardo il compito di una continua riattivazione. Rossato ha studiato all'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo (BA, Ricerca Artistica Contemporanea, 2007) e presso l'Università Iuav di Venezia (MA, Arti Visive, 2011; M-IA, Master in Interactive Arts for Architecture, Performing and Visual Arts, 2015), dove è attualmente dottoranda in Visual Art, Performing Arts and Fashion Studies.
Nel 2009-2010 è stata assegnataria di uno studio presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e nel 2009 è stata artista in residenza presso la Fondazione Spinola Banna per l'Arte, Poirino, con visiting professor Luca Vitone. Tra il 2008 e il 2010 ha partecipato ai Laboratori di Arti Visive con Antoni Muntadas, Maja Bajevic, Cesare Pietroiusti e Benjamin Weil, Angela Vettese presso l'Università Iuav di Venezia.
Ha partecipato a mostre collettive tra cui Kunsthaus Paradiso, a cura di Caroline Corbetta (Palazzo Monti Querini, Venezia, IT, 2026); PLACE HOLDER, Edition #17, curata da BBDB Studio (Bassano del Grappa, IT, 2025); Un'idea brillante, a cura di Francesco Urbano Ragazzi (Frise Künstlerhaus, Amburgo, DE, 2014); BYTS ’s-Hertogenbosch, curata da Monique Verhulst (Stedelijk Museum, ’s-Hertogenbosch, NL, 2011); Street Geography, installazione pubblica, a cura di Caterina Benvegnù (Padova, IT, 2018); e Walking Arte in Cammino, a cura di Michela Lupieri (Torre Reytenbergher, Tolmezzo, IT, 2016). Ha lavorato presso l’Università Iuav di Venezia come Teaching Assistant per Alberto Garutti (2010–2020), Jacopo Miliani (2022–2023) e Diego Tonus (2023–2026) e come Educational Tutor per l'innovazione delle metodologie didattiche (2024–2025. Attualmente è curatrice dell'archivio della Fondazione Spinola Banna per l'Arte (Poirino, IT), dedicato alle forme di trasmissione della pratica artistica. All'inizio della sua carriera, ha assistito gli artisti Nan Goldin (Venice in Peril Foundation, Venezia, IT, 2010), Pascale Marthine Tayou (Making Worlds – 53rd Biennale di Venezia, Venezia, IT, 2009) e Quayola (Studio 20, Londra, UK, 2014).